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mercoledì 25 novembre 2015

Elesa: focus sugli accessori per sistemi oleodinamici

Indicatore di livello a colonna HCK-GLMonza, 24 novembre 2015 – I settori dell'oleodinamica e dell'idraulica hanno bisogno di accessori performanti, in grado di garantire prestazioni di alto livello. A tal proposito, Elesa mette a disposizione dei propri clienti una gamma diversificata di indicatori di livello, anche a colonna, spie e tappi sfiato. I sistemi oleodinamici sono sempre più sofisticati e richiedono componenti che effettuino misurazioni precise e facilmente leggibili.

Gli indicatori di livello sono indispensabili per rilevare a colpo d’occhio, il livello di liquido / olio all’interno di un serbatoio. Fanno parte di questa famiglia le spie a cupola appartenenti alla serie HCFE. / HCFE-C anche nella versione ATEX per impiego negli ambienti a rischio di esplosione. A questi si aggiunge una ricca gamma di indicatori di livello realizzati in diversi materiali, tecnopolimero, alluminio, ottone, acciaio INOX con o senza mostrina e con visiera per la lettura dell’olio in tecnopolimero trasparente (serie HGFT. – GN 744 – HRT.) o in vetro (serie GN 743 – GN 743.1 – GN 743.2 – GN 743.3 – GN 743.5 – GN 743.6 – GN 743.7 – GN 743.8), la cui conformazione può essere lenticolare oppure prismatica, che, per effetto della rifrazione sui prismi, fornisce una lettura netta del livello di olio contenuto nel serbatoio (serie HGFT-PR – HGFT-HT-PR – GN 744).

Tra i prodotti per cui Elesa rappresenta un punto di riferimento, ci sono gli indicatori di livello a colonna delle serie HCX., HCZ. e HCK. Gli indicatori di livello a colonna HCX., sono realizzati in tecnopolimero trasparente a base poliammidica. L’indicatore presenta un’alta resistenza ai solventi e più in generale agli oli additivati, oppure a sostanze come idrocarburi alifatici e aromatici, benzine, nafta e esteri fosforici.

Per gli usi con fluidi contenenti alcool, Elesa presenta la versione HCX-AR. L’indicatore di livello HCX. è disponibile nelle esecuzioni standard con o senza termometro incorporato e con mostrina di contrasto in alluminio. L’effetto lenticolare del materiale plastico trasparente garantisce un’ottima visibilità del livello oltre ad una lettura della temperatura anche da posizioni laterali. Il corpo dell’indicatore è assemblato con procedimento di saldatura ad ultrasuoni che garantisce una perfetta tenuta, assicurata da controllo elettronico al 100% in produzione. Inoltre su ciascun pezzo viene inciso a laser un numero di matricola progressivo per la rintracciabilità del prodotto.

La famiglia degli indicatori a colonna HCX. è molto ampia: sfogliando il catalogo online sul sito www.elesa.com è possibile avere maggiori informazioni su ogni singola esecuzione del prodotto.

Gli indicatori della famiglia HCZ., sono realizzati in tecnopolimero trasparente a base poliammidica con mostrina in alluminio laccato, colore bianco, alloggiata nella parte posteriore esterna dell’indicatore, non a contatto diretto con il fluido e quindi non soggetta al fenomeno di ingiallimento. Sono disponibili nelle versioni con o senza armatura di protezione realizzata in SUPER-Tecnopolimero a base poliammidica e con o senza termometro incorporato. L’armatura di protezione è stata studiata per scaricare gli urti direttamente sulla superficie di montaggio preservando la struttura dell’indicatore. Test di laboratorio hanno provato l’efficacia della protezione nel salvaguardare l’indicatore.

Gli indicatori a colonna della serie HCK. si compongono da un’armatura di base in alluminio in colore naturale, una visiera di livello a colonna (tubo) in policarbonato che garantisce un’ottima visibilità del livello del fluido anche da posizioni laterali e da una protezione frontale trasparente contro gli urti accidentali in policarbonato. Test di laboratorio dimostrano l’effettiva resistenza agli urti accidentali della protezione che risulta anche facilmente estraibile consentendo le operazioni di pulizia in maniera molto agevole.

Il nuovo indicatore HCK-GL con tubo trasparente in vetro PYREX®*, è particolarmente adatto anche per utilizzo con soluzioni aggressive contenenti glicole, largamente utilizzate nei sistemi di raffreddamento o in contesti applicativi a basse temperature per evitare il congelamento del liquido.

Questo indicatore di livello è stato recentemente premiato come miglior prodotto all’interno della categoria strumenti di misurazione e sensori presso “HaPeS”, la Fiera internazionale di Idraulica, Pneumatica, Sistemi di Comando e di Trasmissione, tenutasi a fine ottobre a Katowice, in Polonia. Inoltre, per le serie HCK. e HCK-GL è disponibile il kit (SLCK) per il controllo elettrico del livello di un fluido.

Infine, completano la gamma degli accessori per sistemi oleodinamici i tappi sfiato. Nel catalogo Elesa sono presenti tappi sfiato in plastica o in acciaio, con diverse caratteristiche. In particolare, spiccano i tappi sfiato con filtro e paraspruzzi della serie SFP.: realizzati in tecnopolimero a base poliammidica, sono resistenti a solventi, oli, grassi ed altri agenti chimici aggressivi. La guarnizione di tenuta è costituita da una rondella piana in gomma sintetica NBR., mentre il diaframma paraspruzzi è in tecnopolimero. Sono disponibili le versioni senza filtro d’aria o con filtro “tech-foam” in schiuma di poliuretano reticolata o “tech-fil” in filo di acciaio zincato pressato per due diverse finezze di filtrazione.

Concludiamo la nostra rassegna con i tappi sfiato pressurizzati a doppia valvola della serie SFW., che consentono una chiusura dei serbatoi in maniera tale da mantenere costante la pressione dell'aria al loro interno ed evitare la deformazione delle pareti del serbatoio stesso. Inoltre, è presente nel catalogo anche la versione SFW-VP caratterizzata in aggiunta da un dispositivo antivandalismo “Vandal-proof”.

La gamma di accessori per sistemi oleodinamici di Elesa, come abbiamo visto, è adatta alle applicazioni più disparate e garantisce in ogni circostanza di impiego grande affidabilità.

lunedì 9 novembre 2015

CiboCrudo: quando apparenza e sostanza coincidono

Coniugare bellezza e qualità è stato un piccolo miracolo del packaging. Una scelta forte che differenzia la CiboCrudo da tutti gli altri.

new packagingDecidere di rivoluzionare completamente il packaging, non di una sola linea di prodotti ma di tutta l’offerta CiboCrudo è stato sicuramente un azzardo: tanto il tempo investito per studiare l’idea giusta, per trovare il partner che sapesse soddisfare, ascoltare e consigliare un cliente iper esigente come CiboCrudo. Ma il risultato finale dice che ne è valsa sicuramente la pena.

Chi conosce la CiboCrudo – www.cibocrudo.com – sa che a questa azienda piace distinguersi, essere riconoscibile, dare di più: qualità è il motto della CiboCrudo, una sola parola che racchiude un po’ tutto quello che l’azienda vuole essere.
Nella società dell’immagine il modo in cui ti presenti, conta. Poi ovviamente devi avere una sostanza all’altezza di ciò che hai mostrato. Questa seconda parte non ha mai preoccupato la CiboCrudo: ogni prodotto proposto ai clienti viene scelto con cura, dopo aver messo a confronto diversi produttori e aver incontrato l’eccellenza.

Il packaging però non riusciva a soddisfare completamente; e così, la decisione: rivoluzionarlo.
Un percorso complesso che non poteva essere affrontato in solitaria; la scelta dunque è stata quella di affidarsi ad un azienda del settore; ovviamente quella considerata la migliore: la Packaging in Italy.
Queste due realtà hanno lavorato insieme alla realizzazione di un cocktail perfetto: design, funzionalità, rispetto per l’ambiente, costi relativamente contenuti. Ogni dettaglio, anche nell’etichettatura, è stato curato, anzi preso come fosse l’unico lavoro da realizzare. Una perfezione maniacale che ha saputo creare un ottimo risultato.

La prima cosa che salta all’occhio è sicuramente la scelta del colore: chi avrebbe mai pensato di accostare il nero all’alimentazione? Forse solo la CiboCrudo, ed è per questo che è stato scelto questo colore.
Il nero è il colore dell’eleganza e della classe; è quello che si indossa nelle occasioni importanti.
Nutrire il corpo in maniera corretta, non è forse la più importante delle occasioni?!?

Questa piccola rivoluzione dimostra che anche una piccola azienda, se sa cosa vuole e se sceglie i giusti partner, può diventare conosciuta e riconoscibile: il packaging CiboCrudo è unico, come lo è l’azienda stessa.

CONTATTI
media@cibocrudo.com
tel. 3346171983

SEMINARIO DI BIOENERGETICA -14/15 novembre 2015

Grazie alle numerose persone che ieri (6 novembre) hanno partecipato alla serata di presentazione del CICLO DI SEMINARI DI BIOENERGETICA organizzati dalla nostra associazione. Dopo aver ascoltato i suggerimenti degli intervenuti e valutato le esigenze di numerose persone intervenute, considerato che il seminario può essere svolto con una partecipazione massima di 15 persone, abbiamo deciso, di concerto con Angelo Mammetti, che terrà i seminari di accorpare gli argomenti che dovrebbero essere trattati separatamente in tre incontri, in un unico week-end con questa scaletta indicativa: Sabato (dalle ore 10,00 alle 18,00): IO SONO VIVO - “Fisiologia della Respirazione e Fisiologia del Contatto alla Terra” Domenica (dalle 10,00 alle 13,00): SORELLA RABBIA - “Fisiologia della Rabbia, Aggressività e Assertività. Muoversi VERSO la Vita” Domenica (dalle 14,00 alle 18,00): LIBERTÀ E/È ESPRESSIONE DI SÉ - “Fisiologia delle Emozioni e Sentire il Pensiero nel Corpo” Questo consentirà a tutti i partecipanti di acquisire in un solo appuntamento tutte le nozioni di base del percorso proposto. Le date dei seminari sono rimaste invariate. Il primo incontro sarà il 14/15 novembre 2015 e verrà replicato il 5/6 dicembre 2015 e il 9/10 gennaio 2016 con le medesime modalità. La quota di partecipazione resta di euro 125,00= (inclusa la tessera associativa che avrà valore anche per tutto l'anno 2016) Invariata anche la sede del seminario: Bergamo, via per Orio al Serio n. 18 presso la sede dell'associazione ASD Rasayana Ayurveda Bergamo.

ISCRIZIONE Puoi inviare una mail a info@ayurveda-bergamo.it indicando i tuoi dati anagrafici completi oppure compilando il seguente FORM

  Di seguito tutte le informazioni sul seminario e sul relatore.
 

A.S.D. RASAYANA - AYURVEDA BERGAMO PRESENTA CICLO DI SEMINARI DI BIOENERGETICA CON ANGELO MAMMETTI

IO SONO VIVO “Fisiologia della Respirazione e Fisiologia del Contatto alla Terra”

Scoprire come funziona Naturalmente la respirazione e come questa è legata indissolubilmente alla postura e alla propria percezione della Realtà. Incontrare le azioni inconsce che le impediscono, farle diventare consce e “smettere” di agirle.

SORELLA RABBIA “Fisiologia della Rabbia, Aggressività e Assertività. Muoversi VERSO la Vita”

Scoprire dove la Rabbia è bloccata e perché. Conoscerla e Integrarla come elemento Naturale di Protezione sostitutiva della Corazza/Armatura. Integrazione dell’aggressività come azione guida dell’essere vivente senza l’accezione violenta del termine. Aggressività Sessuale e l’ “Amare” come senso biologico del Piacere di Vivere.

LIBERTÀ E/È ESPRESSIONE DI SÉ “Fisiologia delle Emozioni e Sentire il Pensiero nel Corpo”

Riconoscere dove, come e quando nel Corpo le emozioni condizionano il Corpo. Modificando l’azione muscolare si modifica l’emozione e quindi il Pensiero. Creare la Realtà Propria generando le Emozioni che si desidera provare in quella Realtà.

2004b6bCon ANGELO MAMMETTI (www.angelomammetti.it) Per informazioni e iscrizioni: info@ayurveda-bergamo.it oppure +347.71.77.971 La quota di partecipazione è di euro 125,00= per ogni week-end. Nella quota è inclusa la tessera associativa obbligatoria per partecipare ai seminari. I seminari si terranno presso la sede dell'associazione in BERGAMO via per Orio al Serio n. 18

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Sei uno di quelli che crede che gli altri siano un ostacolo o un sostegno? Secondo te, è a causa della congiuntura economica, o per le politiche sbagliate, che vivi ciò che ti capita? Sai già tutto ciò che c’è da sapere e ti basta solo metterlo in pratica? Allora lascia stare e non occuparti di questa possibilità. Se sei un falegname, un fruttivendolo, o se sei un imprenditore edile, un disoccupato o un precario, se sei una casalinga, un’infermiera o una manager... anche tu: lascia perdere. Io mi rivolgo a quelli che non sono quello che fanno, ma che fanno qualcosa con quello che sono. Quelli che si identificano in “cosa” fanno e non vogliono ammettere che l’identificarsi dipende da “come” fanno quello che fanno, non sono parte del mio progetto. Ed ora è a quei pochi che mi rivolgo: lo sapete che quel “come” è profondamente CONDIZIONATO? Quello che sto cercando di comunicare è che per quanti corsi di “respirazione” facciate, per quante ore andiate in palestra, per quanti massaggi riceviate e per quante diete vi imponiate, se non comprendete che il Corpo È la Mente, potrete cercare di far star bene il Corpo quanto vi pare, ma tornerete sempre a reinstaurare la sua struttura abituale perché non avrete cambiato la corrispondente struttura mentale. Mi rivolgo a te, ora, che sei arrivato fino a questo punto: per quanto ti colpevolizzi, o ti imbarazzi, o colpevolizzi gli altri, per quanto cerchi risposte spirituali o filosofiche o psicologiche pur di riuscire a vivere serenamente la tua vita emotiva, se non comprendi che la tua Mente È il tuo Corpo, potrai raggiungere brevi attimi di felicità, di consapevolezza e di serenità, ma poi tutto torna come prima perché il tuo Corpo ti riporta immediatamente dove è abituato a stare da quando lo conosci. Tutti respiriamo, e tutti camminiamo, stiamo seduti, distesi e muoviamo le braccia. Tutti noi parliamo e guardiamo. Questo succede perché siamo fatti allo stesso modo e, biologicamente, le nostre funzioni sono uguali in ognuno dei singoli esemplari della specie Essere Umano. Ognuno di noi, però, ha adattato l’espletamento di queste funzioni alle SUE ESPERIENZE e quindi ha inconsciamente trasformato le stesse funzioni impedendone l’esecuzione “naturale”. Come? Instaurando delle contrazioni muscolari e cronicizzandole allo scopo di difendere un “PUNTO DEBOLE”: un’armatura ! Come chiunque che indossi un’armatura per difendersi e proteggersi da colpi e lesioni, è, al tempo stesso, da essa IMPEDITO nei movimenti spontanei e nel piacere del contatto tenero, per danzare o far l’amore, l’individuo in questione DEVE togliersi quell’armatura. Ma mettiamo che non sia consapevole di averne addosso una: cercherà di fare tutto ciò che vuole, ma sarà condizionato non poco dall’ingombro e crederà che tutte le sue relazioni con l’esterno debbano necessariamente avere le caratteristiche imposte dalle possibilità che gli offre la struttura dell’armatura. Nel tentativo di abbracciare qualcuno si stupirà che l’altro fugga dall’abbraccio e si sentirà indegno o, all’opposto, considererà l’altro negativamente. Questa è quella che viene definita “corazza caratteriale”. Creata per proteggersi, nell’impedire che l’esterno arrivi all’interno impedisce soprattutto l’azione opposta: che l’interno si manifesti all’esterno. Il PROBLEMA è che CREDIAMO di non poterci mai più LIBERARE da questa CORAZZA. Ma non è vero! Anche io avevo quell’armatura e non lo sapevo. E penso che neanche tu sappia di avere la tua ARMATURA. Questo è il mio lavoro: portarti ad essere consapevole di quello che fai perché tu possa smettere di farlo. Questo è quello che sperimenteremo in CONSAPEVOL­MENTE/CORPO: agiremo sul corpo e osserveremo come agendo su quell’armatura cambia anche il modo di pensare e di agire. Perché cambiano le idee che hai sulla realtà. Nel tuo corpo si legge chiaramente a che regole mentali sei sottoposto, quelle che ti obbligano a ripetere gli stessi schemi, proprio quelli dai quali vorresti liberarti. Lasciarsi guidare nel presente da ciò che ci aspetta nel futuro significa lasciar andare gli ostacoli che vengono dal passato. Questi ostacoli, proprio perché in opposizione all’armonica sintonia con “chi si è”, generano delle contrazioni muscolari croniche, attitudini muscolari a portare pesi, evitare situazioni, staccarsi da certe realtà, ritirarsi dal piacere, sottostare agli eventi. Situazioni in cui è definita un’azione e ogni azione noi la “facciamo” col corpo. Riconoscere quell’azione e dismetterla è ciò a cui servo io. Io posso farti toccare con tutto il corpo quello che è in tuo potere fare per togliere dalla visione del futuro i blocchi del passato. Sia chiaro, però, che la visione del TUO futuro è la TUA, non mia, e si manifesterà solo se sei tua a permetterle di manifestarsi, altrimenti sei costretto ad abdicare il tuo futuro a qualcun altro, in genere il primo che ti promette vie “facili”.

lunedì 2 novembre 2015

PrendoPosta.it e il ritiro delle raccomandate, basta code alle poste

Avete ricevuto un avviso di giacenza per la mancata consegna di una raccomandata? Stufi di fare la coda alla poste? Da gennaio PrendoPosta le ritirerà per voi.

PrendoPostaCoda: “appendice del corpo dei vertebrati”, “acconciatura”, “cassa armonica di un pianoforte”, “strascico delle comete”, “album dei Led Zeppelin” o… “fila, più o meno disciplinata, di utenti in attesa del proprio turno per ottenere un determinato servizio”?
PrendoPosta elimina la coda, intesa come “fila” e toglie con un click il pensiero del ritiro delle raccomandate.

Secondo un’indagine ISTAT gli italiani passano in media quattrocento ore l’anno in coda: code negli uffici della pubblica amministrazione, in banca, alle poste, in autostrada, ai semafori … Per la coda ai semafori il nostro smartphone non ci può aiutare, ma per le altre?

E’ legittima la domanda: “possibile che posso prenotare un biglietto aereo on-line, firmare un contratto, addirittura trovare una baby-sitter su internet, ma per una cosa banale come il ritiro di una lettera raccomandata è necessaria la mia presenza fisica?”

Cosa si potrebbe fare in quelle quattrocento ore in più l’anno? Qualcuno le passerebbe dedicandole ai propri figli, altri allo shopping o al lavoro, evitando magari di prendere ore di permesso; altri ancora le dedicherebbero ai propri interessi o allo sport. Con quattrocento ore l’anno a disposizione non si diventa certo campioni olimpionici, ma sicuramente aiuterebbero ad avere un fisico invidiabile. Senza considerare che un’ora in più al giorno potrebbe essere spesa per un po’ di riposo!

La nuova azienda PrendoPosta si pone come obiettivo la soluzione per alcune di queste code: grazie alla sua piattaforma l’utente non è più costretto a recarsi personalmente alla posta o all’azienda privata di recapiti, né dall’avvocato o dal commercialista per risolvere eventuali problemi. E’ infatti risaputo che le raccomandate raramente recano buone notizie: di solito sono comunicazioni condominiali, multe, tasse o avvisi di pagamento. Con PrendoPosta è possibile evitare la fila per il ritiro e chiedere direttamente consulenza ad uno o più professionisti del suo network.

Grazie alla sua piattaforma web e mobile, PrendoPosta mette in contatto l’utente con i pick-up operator, una rete di operatori con il compito di fare la fila e recapitare la lettera raccomandata presso il punto di ritiro più vicino, il pick-up point. Un pick up point può essere il giornalaio, il tabaccaio, la cartoleria, la libreria o il bar sotto casa.

PrendoPosta ha pensato anche ad una soluzione per tutti coloro che per lavoro sono all’estero: è possibile deviare le proprie raccomandate presso un professionista, avvocato, commercialista o azienda di servizi del network e consultarla comodamente in cloud sul proprio pc o sullo smartphone.

Infine tutti gli utenti PrendoPosta hanno il vantaggio di poter chiedere consulenza legale, fiscale e tecnica on-line ad un legale, un commercialista o un ingegnere a costi accessibilissimi. Naturalmente, se si è soddisfatti della risposta ricevuta, si può decidere di affidare loro la soluzione dei propri problemi.

Tutto ciò senza fare un minuto di coda, comodamente dal divano di casa o dal proprio ufficio, attraverso smartphone, tablet o computer e pagando il tutto on-line.

PrendoPosta consente a tutti i suoi utenti di godere del bene più prezioso: il tempo libero.

PrendoPosta.it
PrendoPosta è la start-up che ha vinto il primo “Premio idea innovativa, la nuova imprenditoria femminile”, della Camera di Commercio di Roma nel settore servizi.